Accorgersi che ciò che ci si è costruiti giorno dopo giorno, con la convinzione che fosse la cosa migliore, che agli occhi di tutti era la perfezione, sembra sgretolarsi pezzo per pezzo, come se sotto i miei piedi ci fosse stata una scossa e la stabilità iniziasse a traballare…Questa destabilizzazzione ci voleva, per aprire gli occhi e riuscire a guardarmi dentro superando almeno uno dei tanti strati del mio profondo, per leggere davvero ciò che sotto quegli strati avrei voluto gridare…Diciamo che per ora mi limito a sussurrare, la mia voce non è in grado ancora di sostenere un tono così alto, ma piano piano tono su tono, come nei colori che si accentuano, anche questa forza che vuole esplodere prima o poi lo farà…
giovedì 19 febbraio 2009
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1 commento:
La stabilità è ciò che ci creiamo per sentirci sicuri. Protetti da un mondo che reclama e pretende le nostre emozioni. Il gridare di cui parli è l’irrefrenabile desiderio di “vita” della tua anima. Essa sopporta con dignità la “prigionìa” che le andiamo imponendo anno dopo anno. Ma ad un certo punto, quando il richiamo della libertà interiore si fa più forte, tutto ciò che di etereo e sentimentalmente irrazionale abbiamo confiscato in un angolo… torna come il primo raggio primaverile.
E ci acceca, facendoci notare la luce che, finora, avevamo inconsciamente (o meno) chiuso fuori dalla nostra “routine”.
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